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Il rapporto giusto scritto il 05 febbraio 2009 Ho un mal di testa ormai cronico e le spalle che mi si stringono dal freddo. La luce artificiale della lampada al neon potrebbe essere l'unica compagna in questa sera di febbraio. Le nubi sul mio futuro sono ancora incerte come incerta è la faccia del dado a cui è legata la mia sorte. C'è ancora qualcosa oltre alla lampada, qualcosa di caldo ed invitante che profuma di amicizia, una voce con una delicata erre moscia d'altri tempi, di quelle cui vien voglia di ascoltar consigli o rimproveri, saggia e pacifica, notturna, vincente. Sono giorni particolari, di crisi economica e sociale, tempi di mutamenti in cui scorgere anche il più piccolo segno di speranza umana potrebbe fare la differenza tra la disperazione e la speranza. Fiducia nelle capacità personali, nella politica, nell'orgoglio, negli altri, nell'amore e nella rivalsa personale. Obama promette un tetto agli stipendi dei supermanager di Wall Street. In tempi in cui manager untuosi possano permettersi stipendi e benefit milionari ($) dovendo poi intascare aiuti miliardari ($$) per non fallire. Questo mi basta. Ho sempre creduto che il sistema capitalistico non sia del tutto perfetto, mi domando infatti se il valore aggiunto di un operaio della fiat sia così infinitisemo rispetto a quello dei suoi pradroni. Proporzione? 1 a 10. Può darsi. 1 a 100. Forse. 1 a 1000. Non credo. Tutto qui. Speranza. |
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| copyright 2010 simone di somma |
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