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Recensione film: Defiance
scritto il 26 gennaio 2009

Ha occhi di ghiaccio, una mascella scolpita nel marmo e la lucidità di chi tradisce raramente le proprie emozioni se non schiacciato dal peso di ogni decisione, rimorso o vendetta possa esistere sulla faccia della terra.

Daniel Craig se la cava benissimo nei passi di Tuvia, partigiano figlio di una resistenza fantasma scomparsa tra le pieghe dei racconti della storia: quella ebrea.

Il film cresce lentamente, senza la fretta tipica di chi vuole oscurare vuoti narrativi con inizi scenisci ed appariscenti cortine fumogene, per poi maturare riuscendo ad appagare e perfino emozionare uno spettatore ormai disincantato e pronto al peggio.

Consigliato.




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