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Ricorrenze scritto il 04 giugno 2009 ![]() Ci sono anniversari che contano, altri che contano decisamente meno. Ricordarsi del compleanno del proprio migliore amico è ben diverso da fare lo stesso per un lontanissimo parente canadese mai realmente conosciuto. Lo stesso vale per le ricorrenze, il primo bacio, il primo sguardo, il giorno della conquista della patente sono tutte date con un peso più o meno specifico e che gravitano attorno alla nostra vita ed alla nostra identità . Ci sono poi un altro tipo di date, quelle che fanno male come un pugno allo stomaco senza preavviso, quelle di cui ci si vorrebbe sbarazzare come ricordi andati a male: gli insuccessi. Il primo bacio non dato, la prima volta in cui non si è riusciti a prendere la patente, la prima bocciatura ad un esame. Le seconde ricorrenze per quanto crude e brutali servono. Di sicuro servono più delle prime, aiutano a focalizzare la nostra attenzione su quello che saremmo dovuti essere e su quelli che, senza perdere la speranza, forse davvero (chissà ?) saremo. Una di queste ricorrenze, un po' speciale, un po' magica, un po' sessantottina, un po' fottutamente vera è la protesta di piazza Tiananmen conclusasi nel sangue 20 anni fa. Quella protesta parla la stessa lingua della leggenda e della profezia, profuma di qualcosa: di principi, di idee, di moralità , di forza vitale. Quella protesta parla l'assopita lingua della libertà . Una lingua che dobbiamo imparare sempre più a rispettare ma soprattutto a tramandare. |
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| copyright 2010 simone di somma |
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