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Recensione film: Gran Torino scritto il 23 marzo 2009
Uno sbuffo di fumo scompare nell'ombra svelando un volto corrugato e impreziosito dal tempo come un vino d'annata. Quello sguardo. Il suo sguardo. Quegli occhi. I suoi occhi. Clint Eastwood è come la Gran Torino, un monumento meccanico, una scultura cinetica, un capolavoro dell'epoca contemporanea, moderna e futura. Un elogio stesso al cinema ma anche e soprattutto un elogio all'umanità , a quella parte di mondo che con il sudore della fronte e l'infaticabile desiderio di sognare e far sognare regala un disegno bellissimo ed infinito del gioco della vita e della morte. Attore eccellente, produttore, regista, co-autore della colonna sonora e fottuto divo. Clint riesce in quello che si è soliti definire come magia del cinema, disarmando, una platea di disincantati e cinici spettatori di platea, masticatori di delusioni ed acidi demolitori di emozioni nel più semplice dei modi: coinvolgendoli. Magia. "Cosa ne sai tu della vita e della morte? Trascinando lo spettatore tra le mille tematiche e giochi di specchi che compongono i puzzle della vita e della morte, come in un Taijitu taoista. Applausi per Clint. |
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